Homebrewing: Come si fa la birra in casa

Con il termine homebrewing ci si riferisce, in genere, all’insieme di operazioni finalizzate alla realizzazione della birra domestica o casalinga. Creare una birra fatta in casa, nello specifico, non rappresenta un’attività semplice dal momento che essa richiede il ricorso ad appositi kit costituiti da tutta l’attrezzatura utile per farlo. Ebbene, a quest’ultima si dovranno, poi, aggiungere gli ingredienti necessari, quali:

– il luppolo;
– lo zucchero;
– il malto;
– l’acqua.

È bene sottolineare come la birra possa essere fatta in casa esclusivamente per uso personale secondo quanto prescritto dalla normativa in materia (decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995) per cui essa risulta esente da accisa se, appunto, prodotta da un privato per essere consumata dallo stesso, dai famigliari e dagli ospiti purché non venga venduta.

Una birra può costituire, ad esempio, un regalo originale: su birredamanicomio.com, in particolare, è possibile acquistare un’ampia selezione di kit da degustazione ricevendoli a casa in poco tempo.

Homebrewing: il kit per una buona birra fatta in casa.

Come già accennato, allo scopo di produrre una buona birra fatta in casa, è necessario acquistare l’apposita attrezzatura. Ebbene, in particolare, i kit in commercio comprendono:

  • un fermentatore, ovvero un recipiente di plastica alimentare in cui avviene, appunto, il procedimento di fermentazione. Esso risulta essere caratterizzato anche dalla presenza di un rubinetto posizionato nella parte inferiore, il quale ha fondamentalmente l’utilità di far fuoriuscire il prodotto. Talvolta, è possibile notare anche un termometro adesivo che consente di monitorare la temperatura;
  • un densimetro, il quale permette di far comprendere il momento in cui termina la fermentazione nonché di calcolare il preciso grado alcolico raggiunto;
  • un gorgogliatore, il quale si occupa della fuoriuscita dei gas prodotti durante la fermentazione così da evitare che entri aria potenzialmente ricca di batteri nocivi per tale tipologia di procedimento;
  • una tappatrice, che serve alla chiusura delle bottiglie;
  • metabisolfito di potassio, utile a trattare l’attrezzatura sanificandola una volta che il processo si sia concluso;
  • infine, un mestolo lungo di plastica fondamentale per ossigenare il mosto.

Ogni attrezzo che interagisce con il mosto freddo deve essere sanitizzata al fine di rendere il lievito il solo organismo che fermenta gli zuccheri presenti. Tale procedimento non equivale alla sterilizzazione, in quanto va semplicemente a ridurre la carica batterica.

Una volta fatto ciò, si dovrà procedere con la preparazione del mosto. Dopo aver riempito il recipiente con diversi litri d’acqua, prima che questa giunga ad ebollizione, sarà necessario versare l’estratto contenuto nell’apposito barattolo mescolandolo. Tuttavia, diversamente da come sembra, non si tratta di un’operazione semplice dal momento che sarà obbligatorio anche ricordarsi di spegnere il fuoco per qualche istante per evitare che l’estratto stesso, non ancora amalgamato, vada a toccare il fondo bruciandosi.

Riportando, in seguito, il composto ad ebollizione, una volta aver versato un consistente quantitativo di acqua fredda, esso dovrà essere versato nel fermentatore. Alla fine, il mosto apparirà diluito e dovrà essere, in ogni caso, portato ad una temperatura che si aggira intorno ai 18 gradi aggiungendo acqua fredda (in bottiglia o anche del rubinetto).

Il densimetro, poi, aiuterà a rilevare l’esatta densità, la quale dovrebbe risultare quella indicata nelle istruzioni fornite con il kit stesso. Dopodiché, si passa alla fermentazione, ovvero alla fase più complicata he porterà all’imbottigliamento. Una volta averla imbottigliata, la birra dovrà essere conservata in un ambiente con una temperatura di circa 20 gradi per poi riporla in frigo.

Birra domestica o casalinga: l’unione tra estratti e grani.

Con la cosiddetta tecnica E+G è possibile produrre qualsiasi tipo di birra non andando incontro a tutte le limitazione che prevede l’utilizzo di un kit. Essa prevede il ricorso ad estratti di malto per la base di fermentabili, mentre quello di malti in grani per la realizzazione di un lavoro di scalpello: ciò con l’aggiunta, dunque, di tutto quello che non è malto base.

Per procedere, ci si dovrà procurare una pentola, la quale costituirà l’unico elemento che verrà in contato con la fonte di calore. Il malti speciali, poi, avranno la funzione di conferire tutta la parte organolettica che un estratto di malto non sarebbe, invece, capace di apportare. Occorre, praticamente, scaldare l’acqua e metterli in infusione dopo aver individuato la specifica ricetta da seguire.

In genere, occorre circa mezz’ora per far si che l’acqua estragga gli umidi e gli zuccheri dei malti speciali e tostati. Il mosto, in seguito, andrà bollito e, contestualmente, dovrà avvenire anche la luppolatura.

La tecnica All Grain: un metodo complesso dagli ottimi risultati.

Il metodo All Grain per realizzare una buona birra casalinga si basa, nello specifico, sull’utilizzo dei grani di malto che vengono macinati e messi in infusione. Una volta che il mosto viene filtrato, poi, verrà bollito insieme al luppolo per poi essere fermentato. La principale differenza tra tale tecnica e quella che prevede il ricorso ad un kit è nell’utilizzo di materie prime invece che di un preparato industriale: infatti, è l’homebrewer che produce il mosto mediante l’infusione di grani e la successiva aggiunta di luppolo.

Si tratta, senza dubbio, di un processo più complesso, ma anche interessante poiché offre l’opportunità concreta di personalizzare le proprie ricette. Qualsiasi sia la propria birra preferita, recarsi su birredamanicomio.com farà vivere una piacevole esperienza potendo scegliere tra numerosissime tipologie, quali quelle ambrate, quelle scure o bionde leggere, quelle biologiche, quelle non filtrate, quelle filtrate e persino quelle senza glutine: dunque, che si tratti della Apprenzel Ler Weizen Bio o della Grisette Blanche Bio oppure, ancora, della Balandin ISAAC, vale la pena gustarle e scoprirne il sapore.