Cos’è la birra artigianale?

L’espressione “Birra artigianale” è ormai sulla bocca di tutti e viene usata quotidianamente e in svariate circostanze dalla popolazione, spesso in maniera superficiale dandogli un significato fuorviante. Ma cosa significa realmente “Birra artigianale”? Come si differenzia da una comune “Birra industriale”?

La definizione di “Birra artigianale” si descrive una tipologia di birra non pastorizzata, non filtrata e naturale al 100%, prodotta in quantità decisamente limitata. E’ realizzata con 4 ingredienti di base, specifici e selezionati che non hanno conservanti, quali:

  • Acqua
  • Malto d’orzo
  • Luppolo
  • Lievito

Questi sono gli elementi base che genericamente compongono una birra, anche se spesso il malto d’orzo viene sostituito dal malto di frumento o da altri cereali maltati. Per produrre una birra artigianale di qualità il mastro birrario deve ricercare gli ingredienti migliori, utili per dare il giusto gusto alla propria birra e ogni prodotto deve essere genuino, ricercato e naturale.

La birra artigianale, dopo esser stata prodotta è subito pronta per essere assaporata ma, essendo priva di conservanti, ha una durata limitata nel tempo. Al contrario le birre industriali, per aumentare la propria conservazione, vengono sottoposte a dei trattamenti specifici, quali la pastorizzazione e il filtraggio. Vengono sottoposte all’inattivazione dei microrganismi presenti nel lievito e, dopo aver filtrato la bevanda, vengono aggiunti additiviconservanti e stabilizzanti.Le birre artigianali hanno al proprio interno dei lieviti attivi, che le rendono vive e, in alcuni casi, permettono alla bevanda di invecchiare per alcuni anni in cantina.

Esistono varie tiplogie di birre artigianali, che riescono a soddisfare i gusti e le esigenze di ogni persona amante della birra, come ad esempio:

Birra Ambrata una birra chiara che comprende più malto ambrato e ha una base di caramello. Un esempio sono l’Abbaye Des Rocs oppure la Barbar- birra dolce, tipica del Belgio e con un alto contenuto di zuccheri. Un esempio sono la Baladin Mama Kriek, la Floris Fraise o la Grisette Cerise.- Birra non filtrata, alla quale non viene praticato il processo della filtrazione.

E’ più torbida rispetto alle altre birre, più gustosa e con un sapore più deciso. Un esempio sono la Baptist Blanche, la Birra MORENA Lucana bianca o la Corsendonk Blanche.- birra analcolica, senza la presenza di alcool al suo interno e con un interruzione di fermentazione appena la birra raggiunge il tasso alcolico. Un esempio di ottime birre analcoliche sono la Riegele Hell, la Riegele Ipa Liberis e la Riegele Weisse.

La storia della birra atigianale

La storia della birra artigianale è molto antica e risale a tempi alquanto lontani. Infatti la birra, nasce dalla fermentazione dei cereali ben 7.000 anni fa, quando gli uomini primitivi hanno iniziato a coltivare la terra. Una leggenda narra che la scoperta della birra sia un evento del tutto casuale avvenuto grazie alla dimenticanza di un pezzo di pane umido in un angolo, che ha fermentato e ha dato vita a un liquido.

Una delle prime testimonianze che confermano l’esistenza della birra, è presente in una stele che risale all’epoca dei sumeri, conservata oggigiorno al famoso museo di Parigi: il Louvre. E’ stata nominata “Monumento blu”, e spiega la lista di cosa andava offerto agli dèi e, tra i tanti prodotti, era presente anche un calice di birra (bevanda descritta come non filtrata e di colore torbido).

Inoltre la birra, in epoca egizia, veniva appellata come “bevanda degli dèi” in quanto si pensava che potesse servire per donare l’immortalità grazie ai suoi effetti inebrianti. Nel periodo egizio le tecniche che venivano utilizzate per produrre la birra, divennero passo dopo passo sempre più raffinate e fecero nascere la figura del mastro birraio.

In seguito, nel medioevo, ampliando svariate proprietà terriere e andando incontro ad uno sviluppo massiccio della coltivazione, la birra diventa la bevanda principale bevuta dalla popolazione attuale. Da questo momento in poi prende vita il fenomeno della produzione della birra da parte dei monaci che la fecero diventare una vera e propria arte, tramandata fino ai giorni nostri.

Intorno al 1800, si inizia ad utilizzare il luppolo come ingrediente per conservare la birra nel tempo. Ma solo nel 19esimo secolo, durante la rivoluzione industriale, parte una produzione massiccia di questa bevanda, e inizia a nascere la comune birra industriale vivendo uno sviluppo commerciale immenso.

In Italia la birra viene consumata principalmente di tipo industriale, ma il fattore positivo è che negli ultimi anni è aumentato notevolmente il consumo e la produzione di birra artigianale.

La birra secondo la legge italiana

Nell’anno 2016 l’Italia ha fatto propria una definizione legislativa relativa al prodotto della birra, fatto che risulta decisamente singolare e innovativo nell’intero contesto internazionale.

Le legge italiana dedicata alla birra artigianale (154/2016) afferma che essa è quella bevanda che viene prodotta da piccoli birrifici indipendenti che hanno una produzione annua che non supera i 200.000 ettolitri e, durante la sua produzione, non è sottoposta a pastorizzazione e microfiltrazione.

La birra artigianale, per la legge in Italia, deve qundi seguire tre regole fondamentali:

  • Non deve essere pastorizzata o microfiltrata
  • Deve essere prodotta in un birrificio indipendente
  • Il birrificio non deve produrre più di 200.000 ettolitri di birra l’anno