Monaci birrai anche in Francia: lasciano il digitale per darsi alla birra

L’archiviazione digitale dei documenti non “tira” più? E allora i monaci si buttano sulla birra.

Nell’immaginario collettivo la sapienza brassicola e il “mestiere” di monaco, in abbinamento, vengono spesso dati per scontati. E invece ci sono anche tonacati che negli ultimi anni si sono dati a missioni sorprendentemente moderne e tecnologiche e che ora compiono improvvisamente un salto nel passato. Ma neppure troppo, dato che la produzione di birra è ormai da un bel po’ “il trend del futuro”…

Saint-Wandrille birra abbazia monaci

Accade in Francia e più precisamente nell’abbazia di Saint-Wandrille, tra Rouen e Le Havre, a 300 km dal confine col Belgio. Lì i religiosi hanno fatto finora dell’archiviazione digitale dei documenti un lavoro molto redditizio, che ha rappresentato fino al 40% del loro reddito annuo. Poi il mercato è diventato più competitivo, la concorrenza più serrata e i grandi clienti sono migrati altrove.

Ci sono birre d’abbazia in Belgio e in Germania, ma non in Francia“, è stata la sintesi di fratello Benedetto Vachette, indicando la nuova via da seguire. E birra sia, allora! La produzione sarà affidata a due monaci nel frattempo formatisi alla corte di mastri birrai della vicina Douai.

L’Abbazia ha investito 800.000 euro per la realizzazione dell’impianto. Sugli scaffali le prime birre dovrebbero arrivare in autunno: i monaci prevedono di produrre 160mila bottiglie da mezzo litro all’anno, per un totale di circa 800 ettolitri (80mila litri). E la distribuzione? Nello spaccio interno all’abbazia… ma anche in altre
230 comunità monastiche francesi collegate in rete.

Tags from the story
, , ,
Written By

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *