La Nuova Zelanda punta sulla birra a bassa gradazione alcolica

Produrre birre di buona qualità a basa gradazione alcolica è una sfida spesso più difficile rispetto a ricette di maggior complessità. Si misura anche così la bravura di un birraio, nel saper dare con equilibrio i vari elementi, senza beneficiare della “maschera” offerta da massicce quantità di alcol, luppoli e ingredienti speciali. Non c’è trucco, non c’è inganno, insomma, in una pils ben fatta, o in una pale ale, o in una bitter brassate con accortezza.

birre nuova zelanda cartinaUna sfida che in Nuova Zelanda potrebbe diventare un nuovo imperante trend, che dal Pacifico non è detto che si propaghi anche il resto del mondo della birra. A guidare il cambiamento, la Brewers Guild of New Zealand, con la presidente Emma McCashin. “La domanda di birre a bassa gradazione alcolica è in crescita, soprattutto per via dell’introduzione nel Paese di un limite più basso a livello di tasso alcolemico per chi guida”.

“Più basso è il grado alcolico, più impegnativo è il processo di fermentazione – ha continuato McCashin – I birrai devono sperimentare, innovare, prendere rischi, se vogliono ottenere una buona birra a bassa gradazione alcolica. Ma chi ci riuscirà saprà dimostrare il proprio vero valore”. La sfida è arrivare a birre con un massimo di 2,5 per cento d’alcol.

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