Che birra artigianale regalare a un appassionato?

Volete regalare una birra a un appassionato e non sapete che pesci pigliare. Tranquilli, è perfettamente normale. Ci siamo capitati un po’ tutti, chi da un lato e chi dall’altro della barricata. Ed essendo stato di recente “al di qua” (chi riceve), senza grandi pretese vorrei provare a dare a voi che vi trovate nella scomoda trincea opposta qualche consiglio “smart” per riuscire a uscirne sani e salvi.

fiocco rosso regalo

Che il fortunato in questione sia un sommelier della birra, un “beer nerd” o un “beer geek” (definizioni di recente invenzione – più o meno in positivo – per “malati” e “fanatici” della bevanda), o ancora un animale da fiera birraria o da serate di degustazione, un appassionato del giovedì (magari dopo il calcetto) o uno che semplicemente sostiene di saperla lunga, ma in realtà non ne capisce una pinta… beh, non importa granché, almeno stando al PRIMO SUGGERIMENTO che vi do.

IL BEERSHOP

bottiglie nel frigorifero di unbeershop

Se nel mondo attorno a voi avete, infatti, a una distanza umanamente raggiungibile un “beershop” – ovvero un negozio specializzato nella vendita di birre di qualità – il problema è al 90% dei casi risolto. Questo perché a meno di trovarsi di fronte a venditori di enciclopedie pindaricamente riconvertitisi in altro a causa della crisi (succede, ma per fortuna raramente), il gestore del negozio saprà darvi indicazioni in genere sensate su quale bottiglia scegliere da regalare, fra le innumerevoli stipate sui suoi scaffali.

bottiglie sullo scaffale di un beershopSe avete un’idea dello stile birrario (o degli stili) preferito dal destinatario del vostro regalo, meglio, ma anche “alla cieca” l’esercente birrario alla peggio vi porterà verso l’acquisto di qualche “cavallo di battaglia” con cui andare abbastanza sul sicuro. Ma anche qualora vestisse i panni dell’aviatore temerario, facendovi acquistare una rinomata birra a fermentazione spontanea per uno che sì, sarà anche appassionato, ma per sua sfortuna detesta le birre acide… o se fa rifilare un complesso “barley wine” (letteralmente “vino d’orzo”) a uno che invece ha fatto della catalogazione di tutte le “ipa” (birre luppolate molto in voga negli ultimi anni) del mondo una ragione di vita… beh, pazienza: perle ai porci, ma avrete fatto comunque la vostra porca figura, nessuno potrà contestarvi alcunché.

LA GRANDE DISTRIBUZIONE

Ma veniamo subito, per contro, allo scenario peggiore in assoluto. Partite dal presupposto che la percentuale più alta di probabilità di imbattervi nelle peggiori birre artigianali sul panorama nazionale la incontrerete nella grande distribuzione. Per un motivo molto semplice: non esistono (com’è normale che sia) solo produttori “top”, ci sono anche produttori che – è una questione di capacità, ma spesso anche di scelte – selezionano prodotti (e ricette) di minor qualità e puntano invece sulla quantità. E’ il Mercato. E per chi sceglie questa strada commerciale il canale più gettonato nel quale cercare di fare business non può che essere la grande distribuzione.

Cliente del supermercato prende bottiglie da uno scaffaleC’è per la verità anche un rovescio della medaglia, ma ve ne parlerò in coda al paragrafo: il punto è che se volete fare un regalo a un appassionato, generalmente la cosa peggiore che potete fare è pescare a casaccio nella sezione che ormai sempre più supermercati dedicano alle “artigianali”. Non ci si salva, su nessun fronte: non esistendo in genere, da parte dei punti vendita, un criterio di scelta basato sul prodotto, nemmeno il prezzo è un “salvagente” sufficiente. Anche vesti grafiche eleganti e fasce di costo non popolari non rappresentano una garanzia: di recente mi sono lasciato ingolosire da una birra descritta come impreziosita niente meno che da spezie “presidi slow food”, rivelatasi poi imbevibile… e anche il prezzo non era per nulla economico (amo spesso ribadire che tante artigianali di scarsa qualità arrivano a costare il doppio di vini assolutamente dignitosi, un gap che per il momento il mondo della birra non è in grado di colmare).

bottiglie di birra sullo scaffale di un supermercato

Questo non significa che nella grande distribuzione non si possano trovare etichette di qualità (e, quando accade, a prezzi senza dubbio concorrenziali rispetto a beershop e locali). I birrifici nostrani più importanti di norma scelgono di non essere direttamente commercializzati nella gdo, ma a volte i loro prodotti capitano sugli scaffali dei supermercati per indipendente iniziativa di società di distribuzione a cui i marchi s’affidano. E poi soprattutto sui prodotti d’importazione, sia dal Belgio che dal Regno unito, che dagli Usa, non è infrequente trovare birre di buon livello. Ma è obiettivamente difficile scegliere, per chi non ne sa nulla, barcamenandosi fra plotoni di bottiglie di tutte le risme schierati per metri e metri.

Dicevo, c’è però un rovescio della medaglia. Se avete comunque battuto questa strada, vi svelo un segreto: il destinatario del vostro regalo si divertirà comunque. Quanto meno a dire peste e corna di produttori magari mai neppur sentiti nominare o a demolire “cani da catena” sguinzagliati fra le corsie dei supermercati. Non abusatene però: una volta basta e avanza…

BIRRA E e-COMMERCE

Internet potrebbe rivelarsi una fonte di informazioni d’enorme utilità anche per chi s’è trovato nella situazione del precedente paragrafo, ma se avete un minimo di dimestichezza con gli acquisti online, grazie al Web potete andare decisamente un passo oltre.

computer web

Rimanendo in Italia, un consiglio davvero “smart”, se volete lasciare di stucco l’appassionato destinatario del vostro regalo, è ad esempio quello di consultare le birre vincitrici del più blasonato concorso nazionale riservato ai produttori artigianali, “Birra dell’anno“, organizzato dall’associazione di categoria Unionbirrai a Rimini (a fine mese raggiungerà la 21esima edizione). In lizza ci sono tutti i migliori, in giuria vi sono i migliori esperti di settore, le etichette vengono assaggiate una per una e la classifica finale annovera oro, argento e bronzo in ben 26 categorie (QUI I VINCITORI DEL 2015). Ecco qui sì, pescando a caso è ben difficile, se non impossibile, imbattersi nella classica “sòla”. Semmai, meno intuitivo, una volta fatta la scelta, riuscire a portare a casa quel che desiderate, ma fatevi un giro su siti di ecommerce di settore (googolando ne troverete diversi).

Sempre rimanendo in Italia, un’altra idea “smart” potrebbe essere invece quella di “pescare” questa volta dalla classifica (o dal palmares) di un altro premio di settore d’ottima visibilità, il “Birraio dell’anno“, che non valuta le singole birre, ma premia il lavoro di un birrificio nell’arco di dodici mesi. In questo caso potreste contattare direttamente il birrificio e farvi spedire un assaggio-antologia per degustare a 360° la sua produzione.

[nb. Al primo paragrafo me n’ero dimenticato… ma naturalmente il consiglio appena dato vale anche qualora vicino a voi, invece di un beershop, si trovi un birrificio artigianale di non infima nomea]

 

Che aggiungere… buon regalo!

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