La birra Jurassic Park, fatta con un lievito di 45 milioni di anni

La “birra di Jurassic Park” ci mancava. Ve lo ricordate il mitico film di Spielberg, con il dna di dinosauro estratto dall’ambra preistorica e reimpiantato con l’ingegneria genetica per far rinascere i lucertoloni? Ecco, qua siamo a diversi gradini più in basso, in fatto di iperboli (fanta)scientifiche, ma il concetto è abbastanza simile.

birra jurassic parkRaul Cano, biologo molecolare, e Cal Poly, professore in pensione, da San Luis Obispo (California), hanno estratto da un’ambra dell’Eocene un lievito vecchio di “soli” 45 milioni di anni. E sono riusciti a “rianimarlo“. O almeno così dicono d’aver fatto. Anzi, sostengono addirittura che il ceppo estratto sarebbe della varietà Saccharomyces cerevisiae, ovvero classicissimo lievito di birra (o quanto meno un parente stretto).

Impossibile, insomma, non usarlo per provare a fare davvero una birra alla Jurassic Park!

Ma a questo punto ecco che arriva anche il personaggio che nei film solitamente tenta invano di mettere i bastoni fra le ruote ai protagonisti: in questo caso è un altro biologo molecolare, di nome Chip Lambert, che viene assunto proprio per provare a confutare il lavoro dei due “scienziati pazzi”, a beneficio degli scettici. E le tenta proprio tutte, ma nulla… niente da fare.

Insomma dalla “rianimazione” del ievito, ormai apparentemente confermata e riconfermata, si passa alla fermentazione e quindi alla birra. Evocativo anche il nome scelto per la neonata beerfirm – Fossil Fuels Brewing Co. – che suona come Birrificio Combustibili fossili… Solo che i lieviti preistorici resuscitati pare siano delle belle bestiole: nel senso che è difficile “domarli” e, a temperature diverse, scatentano aromi e sapori molto differenti. Proprio l’ideale per fare una “saison”! E infatti, in collaborazione con il birrificio Schubros Brewery, è nata la “45 million year-old yeast beer”.

Bene, la storiella è finita. Ora non resta che chiedersi: scoperta da Nobel, gran bella favoletta, o geniale operazione di marketing? Ai dinosauri del futuro l’ardua sentenza…

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